Nel 1741, in preparazione alla visita alla Diocesi del cardinale Spinelli, programma e partecipa alla grande missione nei paesi, abbandonati spiritualmente, fuori le porte di Napoli (Casali). Sarnelli sollecita il cardinale, affinché la guida della missione venga affidata a S. Alfonso e ai Redentoristi. Cosa che è possibile solo fino all'inizio dell'estate del 1742, quando Alfonso è costretto a lasciare la campagna per ritornare a Ciorani.

Sarnelli, per aiutare ancora una volta l'amico in difficoltà, si piega al volere del cardinale, accettando di sostituirlo nell'incarico. Guiderà la missione fino al settembre dell'anno seguente, quando, consumato nelle forze, si dimette da responsabile dell'opera.

Nonostante ciò continua a predicare fino al mese di aprile, quando, ormai agli estremi, ritorna a Napoli, dove muore il 30 giugno 1744 a circa 42 anni.

Grazie al suo amico S. Alfonso, gli ultimi attimi della vita terrena del Sarnelli sono così descritti:

«Il fratello laico che l'assisteva notò queste affettuose parole ch'egli pronunziòTela della Beatificazione, conservata a Ciorani verso Dio: "Padre mio, eccomi qua, già la creatura torna al Creatore, il figlio torna al Padre. Signore, se vi piace, sospiro di venire a vedervi da faccia a faccia; ma non voglio né morire, né vivere, voglio quello che volete Voi. Voi sapete, che quanto ho fatto, quanto ho pensato, tutto è stato per la Gloria vostra". Le quali parole dette da un moribondo in quel tempo di verità, fanno ben conoscere ch'egli veramente avesse tutto operato secondo allora parlava.»

Seppellito inizialmente nella chiesa napoletana di S. Maria dell'Aiuto, nel 1894 il corpo viene traslato nella chiesa redentorista di S. Alfonso e S. Antonio a Tarsia a Napoli. Dal 25 ottobre 1994, i resti mortali sono venerati nella nostra chiesa di Ciorani, la Casa Madre dell'Istituto redentorista, costruita nel feudo della famiglia Sarnelli.

La tomba di Gennaro Maria Sarnelli fu chiusa con una lastra di marmo su cui venne incisa l'epigrafe in latino, qui tradotta in italiano:

Gennaro Sarnelli, sacerdote napoletano, uomo apostolico, rifiutati onori e ricchezze, abbracciò l'umiliazione della croce. Frenò la dissolutezza della prostituzione. Con la voce e con gli scritti si dedicò interamente alla riforma morale dei chierici, dei fanciulli e degli uomini tutti. Stremato da tanti lavori, cessò di vivere il 30 giugno dell'anno 1744. Aveva 42 anni.

Più dettagliata, e un pochino più pomposa, è l'iscrizione posta in calce al ritratto del Sarnelli che si conserva nella Casa Redentorista di Ciorani:

Il Reverendo Padre Don Gennaro Maria Sarnelli, della Congregazione del Santissimo Redentore, uomo di eminente santità e di grandissima dottrina, celebre soprattutto per il suo amore verso i poveri, specialmente per gli ammalati che dimoravano nell'ospedale, e per lo zelo della salvezza delle anime, amante delle penitenze corporali, soffrì con infinita pazienza molte avversità per la gloria di Cristo, specialmente quando si adoperò per condurre fuori di Napoli una grande moltitudine di prostitute. Finalmente, carico dei meriti delle opere buone, rese lo spirito a Dio in Napoli nell'anno del Signore 1744, il giorno 30 di giugno, all'età di 42 anni.

Con il Processo Informativo, nel 1861, viene avviata la causa di Canonizzazione. Il 2 dicembre 1906, Papa Pio X lo proclama Venerabile, decretandone l'eroicità e le virtù. Il 12 maggio 1996, in Piazza San Pietro a Roma, Papa Giovanni Paolo II lo proclama Beato.

Con la Beatificazione del 12 maggio 1996 la sua persona è tornata nuovamente ad essere oggetto di studio e di culto, non solo per i Redentoristi, ma anche per tutti i fedeli laici.

 

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