LA
VITA
Quartogenito
dei Baroni di Ciorani, Gennaro Maria Sarnelli nasce a Napoli il 12
settembre 1702. Da fanciullo, riceve una formazione pari al rango
dei nobili, abitando d'estate, con la famiglia, nel feudo paterno.
A
seguito della beatificazione di Francesco de Regis, si orienta a diventare
Gesuita. Dissuaso dal padre, perché troppo giovane per una
tale risoluzione, si dedica allo studio della giurisprudenza, laureandosi
nel 1722, a venti anni, in diritto civile ed ecclesiastico. Iscrittosi
alla Congregazione del Cavalieri Togati e Dottori, tenuta dai Pii
operai a S. Nicola a Toledo, comincia a dedicarsi agli ammalati dell'ospedale
degli Incurabili. In questo luogo sente la chiamata del Signore a
seguirlo nella via del sacerdozio.
Divenuto
seminarista della Chiesa napoletana, nel 1728, è subito incaricato
dal cardinale Pignatelli nella parrocchia di S. Anna di Palazzo.
Nel
giugno dell'anno seguente lascia la casa paterna per andare a vivere,
come convittore, nel collegio dei Cinesi fondato da Matteo Ripa. Dopo
circa un anno ritorna a vivere a casa e diventa membro della Congregazione
delle Apostoliche Missioni. Riceve il sacerdozio l' 8 luglio 1732.
Negli
anni della formazione si era dedicato, senza trascurare le visite
agli Incurabili, all'assistenza dei fanciulli costretti al lavoro
dai facchini, ai vecchi dell'ospizio di S. Gennaro extra moenia e
ai condannati delle galere ricoverati presso l'ospedale della darsena.
Erano stati anche gli anni del rapporto di amicizia e di apostolato
con Alfonso de' Liguori. Insieme avevano organizzato le Cappelle serotine,
opera continuata dal Sanelli dopo la partenza del Santo per Scala
nel 1732.
Dopo
l'ordinazione, viene assegnato dal Pignatelli come Deputato delle
Dottrine Cristiane nella parrocchia dei SS. Francesco e Matteo, nel
cuore di uno dei quartieri più popolosi e malfamati della città.
Qui il Sarnelli prende visione della piaga della prostituzione, diffusa
specialmente tra le bambine.
Senza
tralasciare le precedenti attività, inizia una fervente campagna
di recupero e prevenzione per aiutare le donne costrette a vivere
quello stato di degrado morale e fisico.
Nel
giugno 1733, raggiunse a Scala S. Alfonso, già abbandonato
dai primi compagni, per aiutarlo nella missione di Ravello. Durante
la predicazione, dal dialogo con il Santo, si rende conto del valore
evangelico e del carisma della nuova fondazione. Tornato a Napoli,
difende il nascente Istituto e l'amico da critiche ed accuse ingiuste
mosse dai confratelli delle Apostoliche Missioni. Alla fine di agosto,
aderisce al nuovo progetto alfonsiano, ritirandosi definitivamente
nella Congregazione del SS. Redentore.
Dietro
sua sollecitazione viene fondata, con l'ausilio del padre, Angelo,
e del fratello sacerdote, Andrea, la prima Casa Redentorista a Ciorani.
Collabora inoltre anche alla fondazione della casa di Villa degli
Schiavi.
Fino
all'aprile del 1736 si impegna nelle missioni al popolo senza risparmiarsi,
tanto da ridursi quasi in fin di vita. Ripresosi, col consenso di
Falcoia e di S. Alfonso, è costretto, per le cure, a stabilirsi
a Napoli.
Tornato
ad abitare nella casa paterna, non si stacca però dalla Congregazione
Redentorista, raggiungendo i confratelli ogni qual volta S. Alfonso
lo chiama per l'apostolato missionario.
Nella
capitale, riprende il ritmo di attività precedente all'ingresso
in Congregazione, dedicando gli anni tra il 1736 e il 1741 alla pubblicazione
di gran parte dei suoi scritti, alle campagne per il recupero delle
meretrici e contro l'abuso della bestemmia, alla divulgazione fra
i laici dell'orazione mentale.