Immacolata Concezione

Devozione singolare professava quest'uomo di Dio verso la Immacolata Concezione. Le lettere che scriveva portavano sempre in cima queste parole: Viva la SS. Trinità, Viva Maria Immacolata. I suoi libri esaltano mirabilmente questo privilegio insigne di Maria, diventato dogma della nostra fede l'8 dicembre del 1854: le pratiche da lui usate ad onorare la Concepita senza peccato ne rivelavano il singolare amore.

Le cartelline dell'Immacolata

Nei secoli scorsi le cartelline dell'Immacolata erano riguardate come pegno di prodigi.

S. Alfonso nelle Glorie di Maria narra molti miracoli ottenuti dalla fede di quelli che usavano

Il nostro Beato se ne serviva con fede nelle angustie del suo spirito, nelle infermità, nei pericoli cui andò incontro. Scrivendo alle Redentoriste di Scala le raccomandava di far uso di queste cartelline, e spesso ne mandava in quantità, pregandole di porle in mano o sotto i piedi della statua della SS. Vergine, e poi a rimandargliele. E, avendo appreso che le religiose avevano paura dei ladri, suggerì di mettere queste cartelline dietro le porte e le finestre del monastero, spiegando che siffatta devota industria era giovata a lui.





Il Rosario

La recita del Rosario aveva il posto d'onore tra gli esercizi di pietà del Beato Sarnelli: era una meditazione prolungata, intramezzata da santi affetti e ardenti preghiere. "Il Rosario recitato così - era solito dire - è un incomparabile tesoro; è una celeste rugiada di grazie, che tutta l'anima ristora e la ricolma di meravigliosa abbondanza di spirituali beni."

"Ammirabili - diceva ancora - sono le vittorie riportate sull'inferno tenendo in mano queste mistiche rose di paradiso. Quante anime in virtù di questa celeste armatura hanno respinto gli strali avvelenati dell'avversario, e scongiurata la morte da cui erano minacciate!"

Il Sarnelli parlava per esperienza vissuta. Egli confidò ad alcuni amici (lo ricorda ancora S. Alfonso) che nel culmine dei suoi travagli e combattimenti si sentiva davvero confortato e consolato quando prendeva nelle mani il Rosario che di giorno portava sospeso alla cinta e di notte attorno al braccio.

Ecco quali furono le opere che il Sarnelli scrisse in onore della SS. Vergine durante la sua laboriosa carriera.

Egli aveva deciso di pubblicare su questo soggetto un libro voluminoso, come fa sapere in una delle sue lettere, e già aveva posto mano ad un'opera divisa in tre tomi, in cui avrebbe trattato delle grandezze, della vita e dei misteri della gran Madre di Dio, e questa doveva intitolarsi Maria glorificata.

Ma il libro, che pur gli si chiedeva da ogni parte, non lo poté dare alla luce, perché, dopo averne raccolto il materiale, dovette rinunciare a stenderlo. Infatti, fu chiamato a dirigere le missioni in tutta la vasta diocesi di Napoli; in questo impegno le sollecitudini divennero più stringenti, le preoccupazioni aumentarono e la malattia che avanzava inesorabilmente finì per abbatterlo in giovane età: 42 anni.

Secondo la testimonianza di S. Alfonso, questo fu l'unico dispiacere o rammarico provato dal Servo di Dio in punto di morte.

 

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