Nel
numero degli scrittori mariani
Spettacolo
interessante in Italia nella prima metà del secolo XVIII fu
quello che offrirono moltissimi autori, che studiarono mille modi
per diffondere l'efficace devozione alla divina Madre. Il giansenismo,
scagliandosi contro questo culto benedetto, aveva suscitato nei veri
devoti di Maria una levata di scudi. S. Alfonso, scrisse e divulgò
con la stampa Le glorie di Maria; il gesuita P. Auriemma, gli Affetti
scambievoli; un altro gesuita, il P. Pepe, i Sabbati dell'Immacolata
ed altri libri; altri autori scesero in campo nel difendere le pratiche
popolari del culto di Colei che da sempre era nel cuore degli italiani,
non che di rivendicare tale culto per se stesso.
Un
posto meritato ebbe il nostro Beato Gennaro Sarnelli in quel meraviglioso
movimento, da cui venne splendida luce di gloria per l'Immacolata
Concezione di Maria.
Le
congregazioni della Madonna e le pie pratiche
Il
Beato aveva già pubblicato un trattato completo intorno alle
Congregazioni della Madonna. Queste pie associazioni erano malviste
dagli innovatori, ed il Sarnelli si era levato a difenderle con esimio
coraggio. Già il titolo del libro indica bene lo spirito e
lo scopo: Le divote congregazioni in onore di Maria SS. mostrate utilissime
al cristianesimo, colle regole brevi e facili che vi si osservano,
non che del modo d'impiantare le congregazioni dette secrete, colle
regole di esse.
Nel
1739 un altro opuscolo uscì dalla sua penna: Le glorie e grandezze
della divina Madre. Esso contiene considerazioni sulla devozione alla
SS. Vergine e gli esercizi di pietà in suo onore. Qui l'autore
mira soprattutto a promuovere l'uso delle novene in preparazione alle
festività della Madre di Dio, ed anche l'uso di predicare nei
giorni di sabato, dedicato a Lei; a tal fine fornisce abbondanti materie
predicabili e soggetti di lettura, inserendovi, infine, devote canzoncine.
Le
immagini sacre
Nel
1741 pubblicò i Trattati dei privilegi e glorie del S. Rosario,
e della Visita a Maria SS.ma. E' un libricino questo da essere ritenuto
il migliore di quanti ne furono composti sull'argomento; in esso si
svolge a fondo quello che riguarda la storia, i privilegi, i beni,
il metodo pratico di questa utile devozione; inoltre loda, e con ragione,
l'uso di visitare ogni giorno qualche immagine della Madonna.
Impegnando
tutti i fedeli a procurarsi un'immagine di tanto i cristiani per bagattelle,
per vanità, per capricci, per libri profani, per figure vane
e scandalose, insomma per dannarsi; e poi sembrano falliti quando
trattasi di comprare un devoto crocifisso, un sacro libro, una bella
immagine di Maria! L'inferno ha sempre fieramente perseguitate le
sacre Immagini per mezzo degli eretici iconoclasti, per impedire l'utile
sommo che quelle recano alle anime; ora che più non può
combatterle per questa via, lo fa col mezzo dell'interesse e dell'avarizia."
Questa
cara devozione che il Sarnelli raccomanda così vivamente, la
coltivava egli con singolare fervore. S. Alfonso rimarca lo zelo da
lui spiegato nel propagare gli scapolari, le corone, le figurine della
Madonna: "Era singolarmente devoto del SS. nome di Maria, onde
avendo inteso una volta un sermone del Sacramento da certo predicatore,
che predicava con molto zelo, si consolò della predica, ma
si afflisse in riflettere che quegli neppure una volta aveva mentovato
l'amato nome di Maria. Pertanto con umiltà lo pregò
a non lasciar più nelle sue prediche di nominare il nome della
Beata Vergine, perché così avrebbe fatto molto maggior
profitto. Egli si pregiava assai del nome di Gennaro Maria, e con
chi chiamavalo solamente Gennaro, con dolcezza se ne risentiva perché
non vi aggiungeva quello di Maria."
Il
nome di Maria e il mese di settembre
Alla
fine del bellissimo trattato sul S. Rosario il Sarnelli pose un trattatino
sul santo nome di Maria con i cinque salmi consacrati, sin dai tempi
remoti, dalla pietà cristiana ad onorare questo nome benedetto.
Celebrava con particolare pietà la festa della nascita della
celeste Regina; il giorno dell'entrata di lei nel mondo, quando per
la prima volta risuonò il suono nome sulla terra, gli era caro
oltremodo.
Non
contento di ciò, il nostro Beato estendeva all'intero mese
di settembre il suo particolare amore, ricordando come proprio in
questo mese, in cui si celebra la festa del Nome della Vergine, egli
diede le spalle al mondo e, poco più tardi, ricevette la consacrazione
sacerdotale. Da parte sua, il Cielo gli elargiva, nel corso di detto
mese, più copiose e care grazie, ed il servo di DIo, ricorda
S. Alfonso, pregava allora i suoi amici a ringraziare con lui la divina
Madre, perché Lei gli aveva sempre accordato quanto chiedeva
nel mese di settembre.