Qui
di fianco è riportata la pianta recente di Ciorani, nella quale
è possibile notare i due complessi principali (Convento redentorista
al centro e Palazzo Baronale a sinistra) attorno ai quali ruota lo
sviluppo delle abitazioni.
Piazza S. Alfonso
La
piazza è un tratto di Via Ciorani. Parte dal complesso
redentorista (formato dalla chiesa della SS. Trinità e dal
convento) e termina con l'antico palazzo Baronale.
Nel
1880 la piazza aveva il nome di Via S. Alfonso, mentre da
un elenco del 1881 e dal catasto parcellare risulta il nome piazza
d'Armi: sembra che quest'ultimo titolo ricorresse anche nel Settecento.
In
anni recenti la strada ha ripreso il nome del Santo.

Via
della Pace
La
strada attraversa il centro della frazione. Sul lato sinistro, percorrendo
i primi metri si fiancheggia il muro perimetrale del palazzo Baronale;
andando aventi ci sono le abitazioni che si sviluppano su un massimo
di tre livelli; a destra, invece, da accesso ad una serie di vicoli
molto caratteristici.
Il
titolo via della Pace compare per la prima volta in un elenco del
1871.

Vico Tricinella
Famiglia
casata di Ciorani
Vico
Casa Tricenella è un antico titolo riportato nell'elenco
delle denominazioni anteriori al 1880. I Tricenella erano presenti
nel casale già nell'anno 1598.
Da
un atto notarile del 26 gennaio 1626 si apprende che a Ciorani, a
Casa Tricenella, fu compilato l'inventario dei beni di Giovan Battista
de Crescenzo. Inoltre la Casa è citata numerose volte nell'onciario
dello Stato.

Vico Pignatari
Dall'indice
del 1880 ri
sultano
a Ciorani ben tre vicoli Pignatari. La notizia più remota dell'attività
dei pignatari a Ciorani è riportata in una dichiarazione dei
redditi di Alfonso Antinori, Barone di Ciorani. Secondo quest'ultimo
il feudo nel 1594 "valeva in quanto reddito pecuniario ducati
27 annui e inoltre la fida della creta del ditto casalo ducati 6...".
La fida della creta altro non era che il fitto delle cave d'argilla
che i pignatari dovevano corrispondere al Barone.
Quella
dei pignatari è stata in passato l'attività prevalente
del casale. Infatti ben trentaquattro, in un centro con poco più
di cento fuochi, compaiono come firmatari di un atto notarile del
22 novembre 1716, che stabiliva in una sorta di statuto, norme relative
a forme e dimensioni di alcuni manufatti.
(Per
ulteriori informazioni sui pignatari clicca
qui).
Notizie
tratte da "STORIA DI STRADE" di Giuseppe Rescigno