Nel 1735 a Ciorani, dopo un entusiasmante corso di Esercizi Spirituali predicati insieme al P. Sarnelli, figlio del Barone di quel feudo, Alfonso avviò la fondazione di quella che sarebbe diventata la Casa Madre dell'Istituto.

Intanto nel 1738 per molti e gravi motivi Alfonso era costretto ad abbandonare la fondazione di Scala, la Casa Anastasio. Nel 1743 Alfonso cominciava tra mille difficoltà la fondazione a Pagani, che diverrà poi il centro della Congregazione. Nel 1744, in dicembre, a Deliceto, in diocesi di Bovino, su richiesta del Vescovo, Mons. Lucci, si decise per un'altra fondazione in S. Maria della Consolazione. Per sfuggire al pericolo di soppressione da parte del Re di Napoli, Alfonso fondò nel 1755 una nuova Casa a S. Angelo a Cupolo, vicino Benevento, negli Stati Pontifici. Successivamente nel 1761 mandò i suoi missionari ad Agrigento, e di qui si diffusero nella Sicilia.

Sul finire della vita di Alfonso, nel 1787, nell'Istituto redentorista aveva luogo una nuova fondazione, in Varsavia, ad opera di Clemente M. Hofbauer, che lo diffonderà nel resto dell'Europa.

Nel 1762 a 66 anni, Alfonso venne nominato vescovo di S. Agata dei Goti. L'11 luglio fece il solenne ingresso nella diocesi mentre il popolo, entusiasta e ammirato, esclamava: «Abbiamo un santo Vescovo».

Nel nuovo compito pastorale Alfonso sviluppò un'attività incredibile, sia nel ministero episcopale diretto sia dell'apostolato della penna, scrivendo molte opere che raggiunsero una diffusione notevole.

Avvenimenti del tempo, come la terribile carestia del 1764, la soppressione dei Gesuiti, varie dispute e prodigi, portarono Alfonso all'attenzione del grande pubblico: la sua autorità crebbe moltissimo, divenendo per tutti un punto di riferimento.

Nel 1766 Alfonso chiamò da Scala le Monache del SS. Redentore, che in S. Agata fondarono un Monastero.

Logoro dalle continue fatiche apostoliche, consumato da penitenze e malanni, il vescovo Alfonso de Liguori più volte cadde ammalato, ricevendo finanche gli ultimi Sacramenti. Per motivi di clima aveva trasferito la sua residenza da S. Agata dei Goti in Arienzo.

Fiaccato da una dolorosa artrite deformante, più volte chiese di essere sollevato dall'incarico pastorale. La sua rinuncia finalmente fu accettata nel 1779 dal papa Pio VI. Ritornato nell'Istituto, a Pagani, Alfonso si accorse del disagio serpeggiante tra i suoi missionari, soprattutto a causa della negazione del Regio Exequatur per l'Istituto.

Nel 1779 il Re di Napoli affidò a S. Alfonso e al suo Istituto la predicazione della Crociata contro i pirati, con intesa e approvazione del Papa. Nel 1780 gli incaricati nominati da Alfonso ottengono un Regolamento regio, che mutava in alcune parti la Regola approvata da Benedetto XIV.

Il regolamento, imposto d'autorità, scatenò fermento e agitazione nell'Istituto, al punto che Pio VI, sdegnato per le continue intrusioni regaliste, decise la divisione dell'Istituto, riconoscendo le sole Case dello Stato Pontificio, e diffidando quelle del Regno. Nonostante i vari tentativi fatti, l'Istituto continuò a rimanere dS. Alfonso nei suoi ultimi attimi di vitaiviso.Il 23 luglio 1787 , aggravatosi nell'infermità, Alfonso ricevette per l'ultima volta - e fu la sesta gli ultimi Sacramenti e benedisse la Congregazione.

Il 1° agosto, circondato dai suoi Redentoristi, da amici, parenti e devoti, al suono dell'Angelus rese l'anima a Dio. Si tennero solenni funerali, che divennero una vera apoteosi, con la partecipazione di oltre 10.000 persone venute da ogni parte, attratte dalla fama del santo defunto e dai prodigi che avvenivano.

Nel 1796 Pio VI dichiarò Alfonso Venerabile e nominò subito la commissione per la sua beatificazione; nel 1803, fatti esaminare i numerosi scritti del Venerabile Alfonso, con Decreto li dichiara «Nihil censura dignum», cioè senza errori circa la fede e la morale. Dopo una lunga pausa, dovuta agli eventi napoleonici, venne ripreso il Processo che approdò alla solenne beatificazione di Alfonso M. de Liguori il 15 settembre 1816. La solenne canonizzazione avvenne successivamente in S. Pietro, il 26 maggio 1839. Il Re Ferdinando II, nel 1841 lo fece dichiarare Patrono del Regno di Napoli. Pio IX, il 7 luglio 1871, proclamò S. Alfonso M. de Liguori Dottore della Chiesa Cattolica con la Lettera apostolica «Qui ecclesiam suam».

Nel 1949 nacque l'Accademia Alfonsiana per l'insegnamento della Teologia Morale, preziosa eredità del Santo, voluta dal P. Generale Leonard Buijs e incorporata nel 1960 alla Pontificia Università Lateranense.

Nel 1950 Pio XII proclamò S. Alfonso M. de Liguori Celeste Patrono presso Dio di tutti i Confessori e Moralisti, col Breve apostolico Consueverunt omni tempore.

Il 12 novembre 1990 è avvenuta la storica visita di papa Giovanni Paolo II alla tomba del Santo alla presenza di centinaia di Redentoristi e di un popolo numerosissimo. Nell'occasione il Papa ha anche benedetto il monumento a S. Alfonso posto nell'omonima piazza, opera dello scultore Germano Alfonsi.


         
 

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