La
sera del sabato 29 giugno, è stata poi felicemente rappresentata
la rievocazione storica dell'arrivo
a Ciorani di Sant'Alfonso con i primi Padri. Il suggestivo spettacolo,
frutto di un'accurata organizzazione e regia, dovuta ad Antonio Figliamondi,
allora Consigliere Provinciale e presidente del Comitato dei festeggiamenti,
ha visto la collaborazione degli stessi Cioranesi che, seguendo la
narrazione storica fatta dal P. Antonio Tannoia, primo biografo di
S. Alfonso, hanno interpretato i personaggi in abiti del Settecento.
La
giornata successiva, dedicata alla prima festa liturgica del Sarnelli,
è stata caratterizzata dalla presenza di Sua Ecc.za Mons. Giovanni
Battista Re, Arcivescovo Titolare di Vescovio, che è stato
Segretario della Congregazione dei Vescovi e in quell'anno ricopriva
la carica di Sostituto per gli Affari Generali nella Segreteria di
Stato. Il Prelato, oltre ad essere uno dei primi collaboratori del
Santo Padre nella guida e governo della Chiesa, è a capo di
tutte le Congregazioni e organismi della Curia Romana.
Prima
della messa, Mons. Re ha pregato insieme ad altri sacerdoti sull'urna
del Beato e visitato la nuova cappella.
Alle
ore 11 ha avuto inizio la Solenne Celebrazione Eucaristica. Nella
chiesa straripante di fedeli giunti da più parti, erano presenti
molte autorità civili.
Mons.
Giovanni Battista Re nell'omelia ha ricordato quanto
si verificò a Napoli il 30 giugno 1744, in occasione della
morte del Beato Sarnelli. Rileggendone poi le tappe fondamentali della
vita, ha colto le motivazioni che ne hanno determinato le scelte esistenziale
ed evangelizzatrici: «La vita, le opere e gli scritti di Gennaro
Maria Sarnelli appaiono segnati dal mandato di Cristo: "Ammaestrate
tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello
Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi
ho ordinato" [Mt 28,19]. Per realizzare ciò, mise a frutto
tutti i talenti avuti dal Signore, affrontando con audacia non comune,
la povertà materiale, il degrado umano e sociale, le minacce
di morte, la solitudine e la sofferenza. Tutto ciò per aiutare
gli altri a recuperare la coscienza di essere figli di Dio in quanto
creati a Sua immagine». Ritornando infine al 1744, Sua Ecc.za
ha concluso l'omelia con il testo, rimasto inedito fino ad allora,
della preghiera con cui Sant'Alfonso aveva chiuso, 252 anni prima,
l'orazione funebre per la morte dell'amico.
La
Provincia Napoletana
dei
Redentoristi, come ricordo e segno di gratitudine per aver accolto
l'invito a presiedere l'Eucaristia della Prima festa del Beato, alla
fine del pranzo ha voluto donare a Mons. Re la copia in argento di
uno dei bassorilievi dell'urna-reliquiario, raffigurante Sarnelli
e S. Alfonso a Ciorani.
Nella
serata, dopo la Celebrazione Eucaristica delle ore 19, presieduta
da Mons. Gerardo Pierro, l'urna con le reliquie del Beato è
stata portata solennemente in processione per le strade del paese.
Sono stati gli stessi Cioranesi a portare l'urna e certamente a sentire,
più intensamente degli altri, la presenza tra loro di Gennaro
Maria Sarnelli che, dopo 252 anni, è tornato definitivamente
a percorrere le strade di quella stessa terra, da cui sono partiti
per tutto il mondo i suoi confratelli missionari della Congregazione
del SS. Redentore.
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Immagini del Beato Gennaro Maria Sarnelli