Da
un'analisi dei dati riguardanti le origini
di Ciorani e dallo
studio del territorio
sul quale questo paese si è sviluppato si desume che Ciorani
è presente da tempi assai remoti e comunque antecedenti all'anno
1000.
Dato
importante e da considerare è il lavoro delle genti di questo
piccolo borgo, legato essenzialmente all'agricoltura, al piccolo commercio
ed in particolare all'artigianato.
Già
nella metà del 1500, esisteva una fiorente attività
artigiana legata alla fabbricazione di vasellame di uso comune, pentole,
tegami, pignatte; in una dichiarazione dei redditi presentata all’Erario
di San Severino nel 1549, il barone de Li Czurani
dichiara un reddito pecuniario di 27 ducati annui riferendosi alle
tasse cui era sottoposta la popolazione, e inoltre:
“-
la fida della creta del detto casato docati annui.....6
-
la fida delle montagne dello detto casato docati annui.....6
-
lo feudo pagano e lo feudo di Capograsso docati annui.....20
-
una taverna sita nel mercato del sancto severino nominata a taverna
dell’habadessa docati annui.....6
-
la starza di Valle Corvino, Armusca, Isea et Forniello affittata per
docati annui.....60
-
con detrattene le spese docati annui.....40
-
una terra ardustata sotto Czuranj la starza de moja vinti poco più
o meno, sole rendere per una parte fra grano, orgio, fave, miglio
et panico da tomola docati annui.....30
e
dalla starza sogliono uscire 12 butti de vino dei quali 6 sono miei,
ed altre entrate per altre starze.”
La
fida della creta altro non era che il pedaggio dovuto al proprietario
della cava d'argilla (il Barone) per l'estrazione del materiale.
Questa
era un'attività fiorente poiché, nel 1601, da un atto
di registrazione alla Camera Summorica, si rileva che l'attività
artigianale aveva un vero e proprio ordinamento. Di seguito si riportano
alcuni passi del documento:
"In
qualsivoglia viaticale che cacciare pignate a vende sia tenuto, et
debba pagare al detto partitario grana uno per ciascheduna pignata
che cacciarria.
-
Item -
qualsivolgia persona che farà o farà fare pignate in
lo casale delli Ciurani sia tenuto et debba pagare al detto Partitario
grana uno per la gabella per ogno rotolo di colore.
-
Item -
che detto Partitario sia tenuto et debba pagare lo colore al prezzo
di grana uno più per rotolo di quello corrente da chi compera
detto colore et de più di detto grano si possa pigliare cinque
carlini per tantaro de portatura quando lo portava dalla città
di Napoli alli Ciurani; et quando lo condurrà da Vietri habbia
da pigliare grano venticinque e come sopra al prezzo che compera detto
colore habbia da aggiungere detta portatura...
-
Item
-
che nessuno dei detti allestiti pignatari, come sopra, debba ne possa
andare ad aiutare a lavorare pignate a quelle persone che fanno pignate
in detto casale, se non sono incluse nella lista, sotto pena di grana
dieci. [...]"