Per Ciorani la venuta di S. Alfonso ha avuto molta importanza; nel 1732 egli partì per Scala, nei pressi di Amalfi, per dare inizio alla Congregazione del Santissimo Redentore. Riuniti intorno al Vescovo di Castellammare di Stabia, Alfonso de Liguori, monsignor Tommaso Falcoia e altri quattro uomini tentarono di costituire un gruppo apostolico. Tale gruppo si dissolse rapidamente, poiché si tentò un’unione di esperienze e di aspirazioni troppo diverse fra loro da rendere possibile un amalgama.

Qualche settimana dopo, Alfonso rimase solo con il suo sogno missionario: fu abbandonato dai suoi primi compagni, ma a lui si associò un sacerdote dalle qualità straordinarie: Gennaro Maria Sarnelli. Il fratello di Gennaro, Andrea, si interessò per un progetto di fondazione stabile dei Missionari Redentoristi: voleva ad ogni costo Alfonso e i suoi missionari nel feudo di Ciorani. Aveva perfino destinato la sua parte di eredità per costituire una rendita per il sostentamento della comunità. Ad Alfonso l’idea piaceva: la borgata di Ciorani era piccola ma era situata in una zona molto popolata, per lo più al centro di quattro diocesi: Salerno, Cava dei Tirreni, Nocera e Sarno. Ci fu l’approvazione dell’Arcivescovo e nel 1735 Alfonso de' Liguori arrivò a Ciorani con due suoi compagni.

Antonio Maria Tannoia, biografo di S. Alfonso, nel 1798 scrisse una delle pagine più belle su Ciorani e la sua gente proprio durante l’arrivo del Santo:

"Non fu di certo senza mistero, se il P. Sarnelli ebbe premura di portare Alfonso nella Terra de' Ciorani. Aveva egli in cuore, che eretta si fosse in quella Baronia di casa sua, anche perchè a portata di tante popolazioni, una Casa della nuova Congregazione. Non mancò Iddio di benedire i suoi disegni. […]

L'arrivo di S. Alfonso a Ciorani; con lui P. Mazzini e P. Rossi - dipinto del pittore Ernest WanteFatto inteso D. Fabbrizio di Capua, Arcivescovo di Salerno, di quanto erasi stabilito ne' Ciorani, esultò, vedendo apprestarsi da Dio un tanto ajuto nella sua vasta Archidiocesi.

Ritornò Alfonso ne' Ciorani, ottenuto il beneplacito dell'Arcivescovo, coi PP. Mazzini, e Rossi, e fu nel Maggio di quest'anno 1735.

Troppo pomposa fu la comparsa, che si fece. Quattro poveri asinelli, ma con barda da soma, e nella maniera la più vile, fu tutto il loro equipaggio. Vedesi ne' Ciorani una lunga e spaziosa strada in prospetto della Terra.

All'entrata di questa venne ricevuto Alfonso da un popolo immenso, anche concordo dai vicini Casali: ci fu il Parroco col Clero: centinaja di uomini, facendoli gala, lo salutarono con un pomposo sparo; ed altro non sentivasi ripetere da tutti, ma con sentimenti di gioja: "Ecco il Santo".

Così accompagnato dal popolo e dal Clero, si portò Alfonso tra il festoso suono delle campane nella Parrocchiale del luogo. Vedendo una tanta moltitudine del luogo, prese l'occasione dal motivo del suo arrivo, cioè la salvezza delle Anime, vi predicò da un'ora e più con somma compunzione di ognuno. Il Barone D. Angelo lo volle per allora coi compagnj in casa sua; ma non fu a portata di riposarsi dopo la predica. Quant'infermi vi erano, tutti vollero la consolazione di esser visitati, ed Alfonso con quella carità tutta propria del suo amore, non mancò l'istessa sera visitarli, e consolarli."

Il pittore belga Ernest Wante, solido disegnatore di indiscusso talento, particolarmente noto per i quadri di soggetto storico, nel 1901, avvertendo l'importanza storica di questo incontro del Santo con il popolo, amata più d'ogni altra cosa, volle fissare l'avvenimento in una tela di notevoli dimensioni (m. 5,08 x m. 2,67). Essa, che oltretutto è un saggio stupefacente dell'arte dell'autore, si ammira nella grandiosa chiesa dei PP. Redentoristi nella città di Bruxelles, comunemente chiamata Saint Joseph, su una parete accanto all'altare destro.

La scena è molto movimentata: da un lato c'è il clero locale con il parroco di Ciorani in camice e piviale preceduto dal chierico con la croce astile eretta; al centro ci sono i tre missionari; all'altro lato del quadro e dietro al Santo il popolo devoto che fa ressa, umili e semplici popolane che portano sulla testa dei grossi cesti e tanti bambini in attesa di poter salutare Sant'Alfonso.

Quest'opera è senza dubbio un vanto per Ciorani, che può essere veramente ricordata come Terra di Santi.

Un'altra opera pittorica riguardante l'arrivo di S. Alfonso a Ciorani si trova addirittura in Brasile. Qui di seguito la foto.


       
 

I Redentoristi  S. Alfonso  S. Gerardo  Il Beato Sarnelli 

Ciorani secondo Tannoia  Itinerario Alfonsiano