Ciorani
è una frazione di Mercato San Severino (Sa), chiusa tutt' intorno
da colline e da monti che la separano dai centri circostanti.
Sulle
falde del monte Tirso c’è il casale di Piemonte, che
dista
dal comune 5 Km., al quale è collegato per mezzo di due arterie
di traffico. La prima, detta "Panoramica", parte dalla piazza
Imperio (Municipio) e, superando un'altezza di m. 200 e passando sulla
collina Codacalio, plana sul piano di Cerrella quasi ai piedi del
castello, per poi discendere a Piemonte senza toccare nessun abitato.
La seconda, "Provinciale", in località Torrine, dal
bivio della Nazionale S.S. 246 passa per S. Martino, Lombardi, Torello,
Carifi, Galdo e attraverso le colonne di S. Alfonso, approda in un
bel viale che sfocia in una larga piazza, delimitata su di un sol
lato dal Palazzo
Sarnelli (oggi ex-collegio delle visitandine) e dall'altro lato
dalla Chiesa
della SS. Trinità, dal convento dei P.P. Redentoristi e
da alcune abitazioni chiuse tra questi due complessi.
Le
origini di Ciorani risalgono a tempi assai remoti. Vari reperti archeologici,
dovuti all'opera di sbandamento per la costruzione di edifici o a
quella di lavori agricoli, testimoniano che la nostra zona fu abitata
più o meno stabilmente, e in ogni caso conosciuta e attraversata
vari secoli prima dell'era volgare.
Ma
prima di parlare di Ciorani bisogna seguire le vicende che hanno sconvolto
nei secoli la valle, per poi dar vita a quella che è l'attuale
Valle di S. Severino, una delle più fertili della piana del
Sarno, situata all'estremo Nord della provincia di Salerno e confinante
con quella di Avellino.
La
posizione geografica e la costituzione geologica rilevante, con terreni
vulcanico-argillosi in pianura e calcari sui rilievi, hanno creato
situazioni favorevoli alla formazione di sorgenti d'acqua, determinando
la fortuna della valle, tanto che “ popolazioni italiche e possessores
romani vi risiedevano agevolmente e con profitto. I pudioli di gentilizi
italici abbondano come Fisciano, Acigliano, Pizzolano, Bolano, ...”
E forse Ciorani può collegarsi a questi.
Le
prime notizie di colonizzazioni si traggono da un passo dello Strabone,
il quale ci informa che la zona del Sarno fu abitata successivamente
da Osci, Etruschi, Pelasgi e quindi Sanniti, che a loro volta ne furono
espulsi.
Abbiamo
accennato alla posizione geografica della valle, posizione che ha
riservato e riserva tuttora il ruolo di “valle di transito”
obbligato per raggiungere l’antico Samnium dell’Irpinia,
l’Apulia e da Salerno la Calabria. I romani sostituirono all’antica
strada lungo i fiumi una rete stradale in obbedienza alla nuova geografia
politica e alle esigenze militari, commerciali e di comunicazione.
Questa
nuova viabilità fu, dal tardo antico alla fine dell’alto
Medioevo, il centro della vita economica di tutto il territorio, che
sicuramente doveva possedere un centro amministrativo, religioso e
commerciale non di poco peso; purtroppo, nessuna traccia emergente
ne favorisce la ricerca; solo frammenti e scoperte fortuite lasciano
affiorare la punta di questo “Iceberg” (acquedotto Claudio,
Villa romana, tombe, suppellettili).
Con
le prime invasioni barbariche tutta l’opera post-Romana fu contraddistinta
da guerre e violenze che ruppero l’equilibrio fin qui instauratosi;
da qui, nuove esigenze che configurano il paesaggio e gli insediamenti
in maniera molto diversa dal passato.
I
Barbari si accaseranno per tutta la piana Sanseverese in villaggi
che portano il loro segno, ed è a seguito di questi eventi
che, a nostro avviso, inizia la prima fase di Ciorani.
Prima
i Longobardi: sotto di essi comincerà, nel sec.IX, la prima
sistemazione del castello, punto fortificato contro i paesi vicini;
nel sec.XI poi, i Normanni con Troisio Derota, ed ancora gli Svevi
con Federico II, che riferisce sul “Castrum Sancti Severini”,
infine gli Angioini. Inoltre il 1274 vedrà la presenza di S.
Tommaso, il quale avrà una delle sue visioni.
Abbiamo
accennato alle origini ed allo sviluppo del castello perché
questo avrà una notevole importanza sui successivi sviluppi
urbanistici di questi insediamenti.
Fino
ad ora si era abituati a considerare la posizione di sommità
o comunque d’altura degli insediamenti rurali in genere, come
determinata da motivi di difesa dalle invasioni barbariche e dall’insicurezza
politica nel periodo delle lotte feudali. La posizione di sommità
dei centri rurali invece è determinata anche da fattori geografici
ed agrari.