Ciorani è una frazione di Mercato San Severino (Sa), chiusa tutt' intorno da colline e da monti che la separano dai centri circostanti.

Sulle falde del monte Tirso c’è il casale di Piemonte, che Ciorani dopo il sisma del 1980dista dal comune 5 Km., al quale è collegato per mezzo di due arterie di traffico. La prima, detta "Panoramica", parte dalla piazza Imperio (Municipio) e, superando un'altezza di m. 200 e passando sulla collina Codacalio, plana sul piano di Cerrella quasi ai piedi del castello, per poi discendere a Piemonte senza toccare nessun abitato. La seconda, "Provinciale", in località Torrine, dal bivio della Nazionale S.S. 246 passa per S. Martino, Lombardi, Torello, Carifi, Galdo e attraverso le colonne di S. Alfonso, approda in un bel viale che sfocia in una larga piazza, delimitata su di un sol lato dal Palazzo Sarnelli (oggi ex-collegio delle visitandine) e dall'altro lato dalla Chiesa della SS. Trinità, dal convento dei P.P. Redentoristi e da alcune abitazioni chiuse tra questi due complessi.

Le origini di Ciorani risalgono a tempi assai remoti. Vari reperti archeologici, dovuti all'opera di sbandamento per la costruzione di edifici o a quella di lavori agricoli, testimoniano che la nostra zona fu abitata più o meno stabilmente, e in ogni caso conosciuta e attraversata vari secoli prima dell'era volgare.

Ma prima di parlare di Ciorani bisogna seguire le vicende che hanno sconvolto nei secoli la valle, per poi dar vita a quella che è l'attuale Valle di S. Severino, una delle più fertili della piana del Sarno, situata all'estremo Nord della provincia di Salerno e confinante con quella di Avellino.

La posizione geografica e la costituzione geologica rilevante, con terreni vulcanico-argillosi in pianura e calcari sui rilievi, hanno creato situazioni favorevoli alla formazione di sorgenti d'acqua, determinando la fortuna della valle, tanto che “ popolazioni italiche e possessores romani vi risiedevano agevolmente e con profitto. I pudioli di gentilizi italici abbondano come Fisciano, Acigliano, Pizzolano, Bolano, ...” E forse Ciorani può collegarsi a questi.

Le prime notizie di colonizzazioni si traggono da un passo dello Strabone, il quale ci informa che la zona del Sarno fu abitata successivamente da Osci, Etruschi, Pelasgi e quindi Sanniti, che a loro volta ne furono espulsi.

Abbiamo accennato alla posizione geografica della valle, posizione che ha riservato e riserva tuttora il ruolo di “valle di transito” obbligato per raggiungere l’antico Samnium dell’Irpinia, l’Apulia e da Salerno la Calabria. I romani sostituirono all’antica strada lungo i fiumi una rete stradale in obbedienza alla nuova geografia politica e alle esigenze militari, commerciali e di comunicazione.

Questa nuova viabilità fu, dal tardo antico alla fine dell’alto Medioevo, il centro della vita economica di tutto il territorio, che sicuramente doveva possedere un centro amministrativo, religioso e commerciale non di poco peso; purtroppo, nessuna traccia emergente ne favorisce la ricerca; solo frammenti e scoperte fortuite lasciano affiorare la punta di questo “Iceberg” (acquedotto Claudio, Villa romana, tombe, suppellettili).

Con le prime invasioni barbariche tutta l’opera post-Romana fu contraddistinta da guerre e violenze che ruppero l’equilibrio fin qui instauratosi; da qui, nuove esigenze che configurano il paesaggio e gli insediamenti in maniera molto diversa dal passato.

I Barbari si accaseranno per tutta la piana Sanseverese in villaggi che portano il loro segno, ed è a seguito di questi eventi che, a nostro avviso, inizia la prima fase di Ciorani.

Il castello dei SanseverinoPrima i Longobardi: sotto di essi comincerà, nel sec.IX, la prima sistemazione del castello, punto fortificato contro i paesi vicini; nel sec.XI poi, i Normanni con Troisio Derota, ed ancora gli Svevi con Federico II, che riferisce sul “Castrum Sancti Severini”, infine gli Angioini. Inoltre il 1274 vedrà la presenza di S. Tommaso, il quale avrà una delle sue visioni.

Abbiamo accennato alle origini ed allo sviluppo del castello perché questo avrà una notevole importanza sui successivi sviluppi urbanistici di questi insediamenti.

Fino ad ora si era abituati a considerare la posizione di sommità o comunque d’altura degli insediamenti rurali in genere, come determinata da motivi di difesa dalle invasioni barbariche e dall’insicurezza politica nel periodo delle lotte feudali. La posizione di sommità dei centri rurali invece è determinata anche da fattori geografici ed agrari.

 

Le Origini  Hanno scritto...  La Visita  Le Strade  L'Arte dei Pignatari