La Casa di Ciorani non ha ancora compiuto il suo primo decennio di
vita e, come si rileva dal brano, ha ormai consolidata la sua fama
oltre i confini dello stesso Regno di Napoli. Da ogni parte del Regno,
novelli sacerdoti arrivano per conoscere e condividere la spiritualità
di Alfonso e dei Padri Redentoristi:
"Aperta
la Casa ne' Ciorani, troppo grande era il numero di Sacerdoti, e Gentiluomini,
che vi concorrevano per rivedere tra essi, e Dio le partite della
propria coscienza, e sommo era il profitto, che si ricavava.
Non vi era luogo in Diocesi di Salerno, e nelle adiacenti, in cui
non si distinguessero colla probità quelle Persone, che la
frequentavano, e che poste si erano sotto la direzione di Alfonso.
Si ammiravano specialmente tanti Sacerdoti, che da inutili, e forse
scandalosi, addivenuti si vedevano ottimi Operari.
Essendo stato di persona ne' Ciorani nel 1743 Monsignor Rossi, successore
al Capua nell'Arcivescovado di Salerno, rilevandone il profitto, che
tutto giorno si ricavava, non finiva di consolarsene.
Vedendo
troppo angusta la Casa, spronò Alfonso, a voler dilatare la
fabbrica. Premeva al zelante Arcivescovo l'ingrandimento della Casa,
per vedere coltivati in tempo delle Sacre Ordinazioni i suoi Chierici,
che non eran pochi: tanto più, che vi concorrevano altri delle
Diocesi circonvicine."

Per le fortune
della Casa di Ciorani, il brano che segue è importante perché
dal febbraio 1747 nasce il noviziato. Per i "Giovanetti candidati"
come li definisce il Tannoia, Alfonso fece molto. La grande opera
dei redentoristi aveva dato vita ad una nuova scuola, ad una "palestra"
che formava alla vita reale:
"La
strettezza della Casa, e questa incostanza sperimentata ne' Giovanetti
novizzi, metteva alle strette il cuore di Alfonso. Essendosi stimata,
perchè meno disaggiata la Casa di Ciorani, si trasferì
in quella il Noviziato nell'entrata di Febbraio di questo medesimo
anno.
Benedisse
Iddio questa determinazione. Maestro de' Novizi vi fu stabilito il
P. D. Andrea Villani; e fu tale il concorso de' Giovanetti, che tra
poco tempo giunsero fino a venti. Facevano tutti la consolazione di
Alfonso col loro fervore, e colla loro costanza nel bene; ed egli
volendoli assodare vie più nello spirito, stabilì e
fecela regola costante in appresso, che nell'anno della probazione
non vi fosse per li Novizi applicazione letteraria, e che unicamente
atteso si fosse alle cose eterne."

La Casa di Ciorani,
come si rileva dal brano, ha ormai raggiunto il massimo della sua
affermazione:
"Minor
compiacimento non provava Alfonso per gli Esercizj, che si davano
in Casa ai Giovani Ordinandi. Nella sola Casa de' Ciorani vi concorrevano,
nelle rispettive Ordinazioni, i Chierici di quattordeci Diocesi, e
contavansi i centotrenta, e i centocinquanta per volta. Troppo patente
era il profitto."