Lanzara
La
formazione del nucleo di Lanzara può collocarsi tra gli anni
750-800. Sin dalla sua origine Lanzara fù protagonista di vicende
belliche. Nell'888 gli stessi lanzaresi sconfissero di nuovo i Saraceni.
Lanzara è, però, strettamente legata alla storia di
Santa Maria del Castello. Sul piano del possesso, Lanzara dipese dalla
Badia di Cava. Da Lanzara dipendevano Fimiani, Castelluccio in parte,Taverna
e Codola.
Si
deve attendere il 1310 per vedere nominata la prima volta la Chiesa
di San Biagio nella Relazione nella quale venivano previste le "decime
dovute" alla Santa Sede "essendo parroco Matteo Protoiudice
da Salerno e, Cappellano, Matteo Alfano da Lanzara". ("Le
frazioni di Castel San Giorgio" di Generoso Iennaco pag. 121).
Da
Lanzara, dipesero poi le chiese di Paterno,di Sant'Apollinare al Castello,
di San Gregorio Magno, della Madonna delle Palme di Paterno e Santa
Maria al Castello. La chiesa di Lanzara conserva una reliquia di San
Biagio a partire dall'anno 1312. Sul piano civile, a galoppare velocemente
nel tempo,i lanzaresi hanno rappresentato degnamente il Senato e la
Camera dopo la unificazione d'Italia,e nella diplomazia nazionale.
Sono
stati i lanzaresi ad arrivare per primi nella costruzione della diga
di Assuan in Persia all'inizio del secolo grazie ai suoi scalpellini.
Nell'occasione dei festeggiamenti patronali viene organizzata la "Sagra
della polpetta".
Nella
zona di Paterno esiste un palazzo vanvitelliano costruito nello stesso
periodo di Palazzo Calvanese appartenuto ai Baroni de'Conciliis protagonisti
nella storia risorgimentale italiana.
Trivio
e Codola
Trivio
e Codola due località non più distinte, come venivano
osservate sino ad un cinquantennio addietro, ora rappresentano la
massima realtà economica del Comune di Castel San Giorgio.
Storicamente
si collocano con le vicissitudini di Annibale, dopo gli ozi di Capua.
I
l
Passo dell'Orco che sovrasta Codola, vide appunto, il passaggio di
Annibale le cui truppe scesero poi a Casarzano per distrugerla. Alcuni
secoli dopo (450-500) Trivio si pone su questo filone essendo attraversata
dal'Aquilia la strada romana che provveniva da Nocera (l'attuale 266
nocerina) sorta sulla roccia alle falde della collina Saccopaglio;
sulla quale all'inizio degli anni 60 fu costruito un ospedale che
ebbe ad occupare 200 posti letto.
Codola
fu spettatrice delle gesta di Narsete e Teia. Narsete nella gola di
Codola sconfisse Teia determinando così la fine degli Ostrogoti
nel nostro Paese. Di origine armena, Narsete, eunuco, fù nominato
patrizio da Giustiniano. Narsete (478-568 circa) fù anche un
riordinatore amministrativo in Italia.
Trivio
ebbe la più antica chiesa del Comune, la Sant'Angelo a Caprullo
nel 700. Trivio e Codola sono vissute nell'isolamento fino agli anni
'50. Lungo le loro strade erano disseminati i "carresi"
che rappresentavano motivo di attrazione. I carresi erano color che
costruivano e aggiustavano i carretti, i barocci e le carriole. A
loro modo erano anche degli intarsiatori.
I
"corrieri" che da Bracigliano ogni venerdì si recavano
a Napoli per il trasporto di merci e colli facevano sosta davanti
ai carresi anche per fare riposare i muli, i cavalli e gli asini che
tiravano i carretti stracarichi. La sosta avveniva tra Taverna e Trivio.
Nel dopoguerra comincia la scalata di Trivio e Codola.
La
costruzione della Caserta sud-Salerno ne ha trasformato il volto facendo
diventare, le due zone il più grosso punto di riferimento produttivo
del Comune di Castel San Giorgio. Protettore di Trivio è San
Michele Arcangelo. Protettore di Codola è San Pasquale.
A
Trivio ora la scena sociale è dominata positivamente dall'Associazione
San Michele Arcangelo e dalla scuola calcio che ne è una diramazione.
Tra agosto e settembre l'Associazione San Michele Arcangelo organizza
la "Sagra della Pasta e Fagioli e Pannocchia", manifestazione
che ha superato il decennio di vita e che ha raggiunto notorietà
a livello regionale. Subito dopo la sagra si svolge la festa in onore
di San Michele Arcangelo con la tradizionale processione per le vie
della frazione. Da Trivio parte la strada di accesso all'eremo di
Santa Maria a Castello.