Le
Origini
Castel
S. Giorgio non il centro più antico della zona. Il Castello,
fatto costruire da Arechi II a protezione della città, e il
guerriero San Giorgio, hanno dato il nome e il... cognome al Comune;
che si è chiamato San Giorgio (senza Castello) e poi Castel
S. Giorgio. Castel San Giorgio è stata Longobarda e Normanna,
sempre dominata da stranieri, devastata più volte da guerre,
carestie e peste.
Si
può dire che, in tempi di pace, San Giorgio e il suo Castello
furono mete di signori di Salerno, fatti conoscere dai Longobardi
allorché, convertitisi al cristianesimo, ne divulgarono il
nome del Santo Guerriero e fecero conoscere le bellezze panoramiche
che dalla sommità del Castello si distendono sino al mare di
Pompei, dalle cui acque emergevano, improvvise, le ninfe marine, per
il godimento dei patrizi e dei signori del tempo.
I
Sangiorgesi di tutti i tempi mentre mostrarono il loro coraggio e
il loro spirito di libertà, sono stati tuttavia colpevoli di
un gravissimo danno, provocato alla cultura e alla storia: essi hanno
completamente interrato o trasformato in cisterne, tutta la parte
sotterranea cittadina dell'acquedotto,costruito da Augusto. I camminamenti
dell'acquedotto si allungavano a ridosso di Santa Croce, in durissima
roccia rivestita di calcestruzzo, di cui si ha visione guardando quella
parte dell'acquedotto che è visibile a lato, in alto, presso
il campo sportivo di Taverna, in Via Piave.
Spigolando
nel tempo, vien da sapere che la parte bassa dell'attuale casa comunale,
era un carcere, mentre laddove, adesso, c'è la beccheria Capuano,
esisteva una chiesetta. Così come si sa che tutto il lato destro
della strada che da Castel S. Giorgio va a Cortedomini, fu sfruttato
nella sua cavità, per estrarre il tufo giallo. Castel S. Giorgio
ha visto invasioni, assedi e dominazioni.
Le
soldatesche aragonesi, dopo aver conquistato San Severino,
avendo
espugnato il suo Castello, presero d'assedio San Giorgio. Pensavano
di conquistarla in breve tempo, ma non fu così I soldati Sangiorgesi,
bene asserragliati sul castello, respinsero, gli assalti e tennero
duro. Gli aragonesi ricorsero alla corruzione corrompendo il comandante
che era a capo della fortificazione, con una forte soma. Le trattative
durarono oltre un mese. Consegnata la somma al Comandante, Giovanni
Antonio Capasino, la resistenza dei Sangiorgesi crollò. Si
disse che il Castello. era stato venduto al re, Ferdinando D'Aragona
"per alcuni buoni rispetti..." (G. Iennaco "Le frazioni
di Castel S. Giorgio" pag.97). Della chiesa di San Giorgio, Santa
Maria delle Grazie si ha notizia sin dal 983. Ma non fu Parrocchia.
Lo
divenne soltanto nel 1515 per interessamento del cardinale Federico
De Campo Fregoso, arcivescovo di Salerno. Verso la fine del 1500 fu
costruito il Convento, per suore di Clausura, su richiesta dei padri
di San Guglielmo da Vercelli (1594) che sorge attiguo alla chiesa.
Viene attualmente gestito dalle Suore Crocifisse Adoratrici. Oggi
le suore sono undici, quattro filippine e sette Italiane.
Patrono
di Castel S. Giorgio è San Rocco si festeggia il 16 agosto
con una processione per le vie cittadine. Ogni venerdì si svolge
il mercato settimanale. Tra la prima e la seconda decade di agosto.
si tiene la "Sagra del fungo porcino e dei frutti di bosco",
organizzata dall'associazione "San Giorgio a Cavallo".
Castel
S. Giorgio possiede una bella villetta ed è stata illuminata
in tutti i suoi angoli con luci a giorno. Il comune ha preso lo stemma
da San Giorgio a Cavallo che trafigge il drago. San Giorgio è
uno dei più grandi martiri cristiani. Perseguitato dai seguaci
di Diocleziano, fu imprigionato perché si rifiutò di
sottoporsi agli dei pagani. Dopo aver distribuito i suoi beni ai poveri,
resistette per sette anni in prigione. Alla fine fu ucciso. San Giorgio
era oriundo della Cappadocia. Si dice che in prigione gli tu legata
una grossa pietra al ventre per tenerlo immobilizzato. Fu sepolto
a Lidda, attuale Lod, in Israele.